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Dalla Timidezza alla Fobia sociale

Psicologo e Psicoterapeuta Ascoli Piceno e Teramo

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Sentirsi nervosi, agitati e leggermente intimoriti quando si devono affrontare situazioni che espongono al giudizio di altre persone, come parlare in pubblico, intervenire in un dibattito, salire su un palcoscenico per recitare, danzare, cantare o suonare uno strumento musicale in pubblico è del tutto normale. Ma quando la preoccupazione e l’ansia per la situazione che si sta per affrontare è tale da suscitare voglia di scappare o sparire, o da indurre a cercare scuse e stratagemmi per evitare di trovarsi nuovamente nella stessa situazione, si è di fronte a una vera e propria patologia psichiatrica nota come “fobia sociale“. Migliaia di persone in Italia ne soffrono, e ancor più ne hanno sofferto in qualche momento della loro vita: gli studi scientifici indicano che colpisce tra il 3% ed il 5% della popolazione generale, in particolare donne. Poiché chi soffre di fobia sociale difficilmente richiede aiuto agli specialisti perché sottovaluta il suo problema o se ne vergogna, è probabile che tale disturbo sia ancora più diffuso di quanto indicato dalle ricerche.

La fobia sociale è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla paura di essere giudicati negativamente in situazioni sociali o durante lo svolgimento di un’attività. Tipicamente le persone che soffrono di questo disturbo temono di poter dire o fare cose imbarazzanti e di esser giudicati ansiosi, impacciati, stupidi, deboli o “pazzi”. Questi timori possono essere presenti solo in alcune situazioni sociali (fobia sociale specifica) o nella maggioranza di esse (fobia sociale generalizzata). Per ridurre tale disagio, chi soffre di tale disturbo tenta in tutti i modi di evitare le situazioni sociali, all’interno delle quali si sente imbarazzato, impacciato, affaticato e desideroso di andare via.

La fobia sociale può interessare chiunque, ma tende a insorgere più facilmente nell’infanzia/adolescenza. Le donne hanno maggiori probabilità di soffrirne rispetto agli uomini, ma questi ultimi tendono a sviluppare forme più gravi della malattia. Una volta instaurata, la fobia sociale non si risolve quasi mai spontaneamente, ma tende a mantenersi in modo cronico, peggiorando via via nel corso della vita. In genere, chi ne soffre è consapevole dell’insensatezza delle proprie reazioni emotive e comportamentali, soffrendo oltre che dei sintomi specifici anche di un notevole senso di colpa e inadeguatezza.

I principali sintomi emotivi della fobia sociale comprendono:

• Intensa paura di interagire con persone estranee.
• Nervosismo e apprensione verso situazioni in cui si può essere giudicati.
• Senso di colpa per il proprio imbarazzo/timidezza.
• Timore che gli altri si accorgano della propria paura.
• Impossibilità di controllare il terrore e l’ansia provata in contesti sociali.
• Evitamento delle situazioni che causano disagio.
• Interferenza della ansia provata con le attività quotidiane.
• Difficoltà a parlare in pubblico o con estranei
• Difficoltà a guardare negli occhi gli interlocutori.
I principali sintomi fisici della fobia sociale comprendono:
• Rossori e vampate.
• Tremori e movimenti involontari.
• Accelerazione del battito cardiaco.
• Difficoltà respiratorie.
• Mal di stomaco, nausea.
• Crampi intestinali e diarrea.
• Alterazione del tono di voce.
• Tensione muscolare.
• Mani fredde e sudate.
• Confusione mentale.

Chi ha la fobia sociale in genere sviluppa specifici timori legati all’eventualità che le altre persone si accorgano dei suoi sintomi ansiosi (es. teme che gli altri notino il rossore del suo viso o il tremore della voce) e, dunque, spesso fa pensieri del tipo “Ora apparirò goffo, impacciato…inizierò a tremare e sudare…gli altri se ne accorgeranno e mi derideranno!”. Ai sintomi ansiosi spesso si associano anche le reazioni tipiche della vergogna: rossore in viso, postura dimessa, desiderio di sfuggire allo sguardo degli altri o di “sprofondare”.

Tipicamente le situazioni più temute da chi soffre di fobia sociale sono: feste, cene, frequentazioni di locali, acquisti nei negozi, riunioni di lavoro, svolgimento di attività quotidiane in presenza di altre persone (es. conversare, mangiare, bere, scrivere, guidare, utilizzare il telefono o il computer). Prima di affrontare un evento temuto, il soggetto può sviluppare ansia anticipatoria immaginando ripetutamente il verificarsi di quell’evento. Le immagini di ciò che si teme possono presentarsi per giorni, aumentando, così, il livello d’ansia.

Trattamento

La fobia sociale si può affrontare e superare con un percorso mirato e specifico di psicoterapia. Dagli studi effettuati sull’efficacia dei trattamenti, la terapia cognitivo-comportamentale è risultata il metodo di cura d’elezione per questi tipi di disturbo. Il protocollo cognitivo-comportamentale per la cura di questo disturbo prevede l’impiego delle seguenti procedure:

• formulazione di un contratto terapeutico, che contenga obiettivi condivisi da paziente e terapeuta e i loro rispettivi compiti (es. compiti a casa per il paziente);
• ricostruzione della storia del disturbo, partendo dal primo episodio in cui si è manifestato, fino alla dettagliata descrizione della manifestazione attuale;
• formulazione dello schema di funzionamento del disturbo, a partire dall’analisi di episodi recenti durante i quali la persona ha provato ansia sociale;
• interventi di tipo psicoeducazionale, con cui vengono fornite informazioni sulla natura dell’ansia e della vergogna e sul loro ruolo nell’insorgenza e nel mantenimento del disturbo;
• individuazione dei pensieri disfunzionali alla base del disturbo e messa in discussione di tali interpretazioni mediante specifiche tecniche (es. esperimenti comportamentali, dialogo socratico);
• apprendimento di tecniche per la gestione dei sintomi dell’ansia (es. tecnica del respiro lento, rilassamento muscolare isometrico e progressivo);
• esposizione graduale ai pensieri ed agli stimoli temuti ed evitati, mediante il ricorso a specifiche tecniche (es. esposizione immaginativa, enterocettiva ed in vivo);
• in fase di conclusione del trattamento, interventi di prevenzione delle ricadute.

Chi soffre di fobia sociale può giovarsi anche di un trattamento farmacologico a base di antidepressivi di nuova generazione e benzodiazepine. Di norma, i farmaci impiegati più frequentemente sono antidepressivi della classe degli inibitori del riassorbimento della serotonina (SSRI) e della noradrenalina (SNRI). Si tratta di farmaci utilizzati anche nel trattamento di altri disturbi d’ansia e dei disturbi dell’umore che risultano efficaci anche nella fobia sociale poiché i sistemi neurobiologici coinvolti in queste diverse problematiche sono in parte sovrapponibili. In relazione alle specifiche caratteristiche del paziente e del disturbo presente, il medico potrà decidere di proporre il ricorso occasionale ad altre tipologie di farmaci: in particolare, tranquillanti come le benzodiazepine oppure beta-bloccanti (farmaci antipertensivi utilizzati in cardiologia, che nel paziente con fobia sociale aiutano a prevenire l’insorgenza di tachicardia, alterazioni della voce e tremori). Anche in questo caso, per assicurarsi un’azione ottimale è indispensabile seguire attentamente le indicazioni del medico e rispettare i dosaggi e i tempi di trattamento prescritti.

Fonti:

Trattamento dei disturbi d’ansia. Guide per il clinico e manuali per chi soffre del disturbo, Andrews G., 2003, Centro Scientifico Editore, Torino

Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento, Sassaroli S., Lorenzini R., Ruggiero G. M., 2006, Raffaello Cortina Editore, Milano

Trattamento cognitivo dei disturbi d’ansia, Wells A., 1999, McGraw-Hill, Milano

Dott. Massimo Amabili
Psicologo e Psicoterapeuta Ascoli Piceno e Teramo