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Vi sta mentendo? Come scoprirlo con una semplice tecnica.

Psicologo e Psicoterapeuta Ascoli Piceno e Teramo

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Molte ricerche hanno testato l'affidabilità delle varie tecniche di rilevamento della menzogna. Alcuni metodi sono molto efficaci, ma solo se si è stati adeguatamente formati e se si praticano queste abilità di frequente. In effetti non esiste una "pillola magica" che funziona ogni tempo e con ogni persona per il rilevamento delle menzogne. Ci sono soltanto probabilità di poterle rilevare: in base al comportamento di questa persona, quanto è probabile che lui o lei sia sincero/a?

Ci sono due problemi con la maggior parte dei tentativi di smascheramento in tempo reale delle menzogne, cioè i falsi positivi e i falsi negativi della rilevazione. In altre parole, ci si potrebbe sbagliare accettando come vera una falsa dichiarazione  o rifiutando una vera dichiarazione come falsa. Anche le macchine poligrafo (dette anche macchine della verità) possono produrre falsi positivi e negativi. (L'abilità dell'utilizzatore del poligrafo o anche la sua assenza possono influenzare i risultati).
Per riconoscere l'inganno in situazioni sociali o di lavoro, quindi abbiamo bisogno di un approccio che può essere applicato facilmente. Deve minimizzare il rischio di falsi negativi e positivi, altrimenti non sarà utile. In breve, abbiamo bisogno di una tecnica semplice e affidabile che può aumentare la probabilità di fare valutazioni accurate di veridicità o falsità.

Tale tecnica esiste, ma il suo limite principale è che può essere applicata soltanto a certe situazioni.

Supponiamo di essere selezionatori per un'offerta di lavoro, di trovarci a colloquio con un candidato, oppure di trovarci ad un primo appuntamento, o di cercare di scoprire se un bambino abbia rubato qualcosa (o combinato una marachella). In queste situazioni, si è in grado di chiedere una serie di domande. In tali momenti la tecnica che sto per descrivere è più utile. Ecco cosa fare:

1. Iniziare ponendo una serie di domande innocue. Preferibilmente, si dovrebbe già conoscere le risposte a queste domande. Ma si potrebbe anche porre domande alle quali la maggior parte delle persone non mentirebbe: dove sei nato? Dove lavori? Hai bambini?

2. Dopo ogni risposta alle vostre domande, notate in che modo gli occhi del vostro interlocutore si muovono. Il movimento degli occhi è associato a quale parte del cervello si sta accedendo per recuperare le informazioni necessarie a rispondere.

3. Dopo aver notato quali siano gli schemi di movimento degli occhi "veritieri", si può fare una domanda alla quale il nostro interlocutore può rispondere sinceramente oppure no: perché è finita la tua ultima relazione? Perchè hai lasciato il tuo ultimo lavoro? Sai qualcosa di quei cioccolatini mancanti? Se gli occhi si muovono in una direzione diversa, quella persona non sta probabilmente recuperando memorie, ma sta probabilmente attingendo a una parte diversa del cervello deputata a confezionare una bugia plausibile.

Il movimento oculare è difficile da falsificare in modo coerente, anche se si sta tentando di farlo. Il livello di sforzo mentale necessario per il controllo dello sguardo, la creazione e la pronuncia di bugie, mentre si è impegnati a sostenere una normale conversazione, è troppo elevato per gli esseri umani. Nelle giuste circostanze, si può individuare quando qualcuno sta mentendo non quando muove le proprie labbra, ma quando muove i propri occhi.

Fonti:

Articolo in lingua originale del Dott. Dale Hartley

Dott. Massimo Amabili
Psicologo e Psicoterapeuta Ascoli Piceno e Teramo