Seguimi:

Una nonna super atleta: gli effetti dello sport sul cervello

Psicologo e Psicoterapeuta Ascoli Piceno e Teramo

  • Home
  • Gli effetti dello sport sul cervello

E’ concezione generalmente condivisa che con l’aumento dell’età vi siano vere e proprie modificazioni strutturali dell’encefalo: il cervello tende a ritirarsi, compaiono spazi pieni di liquido tra il cervello e il cranio, i ventricoli si allargano, la corteccia tende ad assottigliarsi, l’ippocampo (area fondamentale situata all’interno del lobo temporale mediale del cervello e parte importante del sistema limbico, fondamentale per la memoria, il percorso spaziale e la memoria spaziale, l’inibizione comportamentistica) si rimpicciolisce e la materia bianca tende a perdere la propria integrità strutturale e funzionale.

Alcuni studi hanno dimostrato che una regolare attività fisica aerobica può migliorare le prestazioni cognitive e la funzionalità cerebrale, in parte agendo anche sulle modificazioni strutturali e rallentando, per esempio il processo di riduzione dell’ippocampo.

Un ulteriore importante contributo alla comprensione degli effetti dell’attività sportiva agonistica (iniziata in tarda età inoltre) è stato offerto dal caso famoso di Olga Kotelko: una novantatreenne canadese che collezionò la straordinaria impresa di segnare più di 30 record mondiali di atletica leggera. Olga Kotelko ha continuato a competere praticamente in ogni disciplina dell’atletica leggera fino a 94 anni, quando si è spenta, a giugno del 2014, per emorragia cerebrale. È arrivata a detenere nella sua categoria (Master 90-95) ogni record possibile. Se gli chiedevi come facesse a fare attività atletica a questi livelli la risposta era: “Non mi sento molto diversa da quando ero più giovane, tipo a 50-60 anni”.

Nella sua lunghissima carriera è arrivata ad ottenere ben 30 record del mondo e 750 (settecentocinquanta) medaglie d’oro. Ucraina di nascita, si trasferì poi in Canada dopo il divorzio, In gioventù aveva solo giocato a baseball, o meglio softball, cioè la versione femminile del baseball. A 64 anni riprese a giocare dopo essere andata in pensione ma fu solo a 77 anni che essendo molto portata per gli scatti e la velocità venne seguita da un coach ungherese e iniziò la sua carriera di atleta. Praticò ogni disciplina possibile: 100, 200, 400 m, peso, giavellotto, salto in lungo. A 90 anni venne nominata la più anziana saltatrice in lungo del mondo. La super atleta nel 2012,  si sottopose ad una serie di esperimenti a scopo di ricerca per far analizzare il proprio funzionamento cerebrale presso il Beckman Institute for Advanced Science and Technology. In una lunga giornata di laboratorio, l’atleta novantenne si sottopose a diversi test cognitivi, a uno scan di risonanza magnetica e a test cardiorespiratori: si dichiarò per nulla stanca al termine della giornata di analisi. Il gruppo di controllo, costituito da donne di età tra i 70-85 anni in buona salute ma con stile di vita sedentario, è stato sottoposto alle medesime prove e test.

Il cervello di Olga in generale non appariva significativamente ridotto nelle sue dimensioni, e i ventricoli non risultavano ingranditi, anche se i segni dell’invecchiamento si rilevavano nella materia bianca, che seppur perfettamente integra, presentava delle iperintensità, segnali tipici nel gruppo di età superiore ai 65 anni: i ricercatori sono stati colpiti in particolare dalla ottima integrità (paragonabile a quella di soggetti giovani) dei tratti di materia bianca nella regione del corpo calloso che connette l’emisfero destro con il sinistro. Le dimensioni dell’ippocampo, seppur inferiori rispetto a quelle dei soggetti più giovani, si sono rivelate maggiori rispetto alle dimensioni attese e solitamente riscontrate per i novantenni. Anche nei test cognitivi l’atleta novantenne ottenne performaces significativamente migliori rispetto al gruppo di controllo, con minori tempi di reazione e in particolare nei test mnestici.

Una vita esemplare, lunga e felice. Un esempio per tutti. Il suo sorriso e le sue parole resteranno per sempre: “Se oggi è stato un buon giorno, anche domani lo sarà”.

Fonti:

A.Z. Burzynska, C. N. Wong, L. Chaddock-Heyman, E. A. Olson, N. P. Gothe, A. Knecht, M. W. Voss, E. McAuley, A. F. Kramer. White matter integrity, hippocampal volume, and cognitive performance of a world-famous nonagenarian track-and-field athlete. Neurocase, 2015; 1 DOI: 10.1080/13554794.2015.1074709

Dott. Massimo Amabili
Psicologo e Psicoterapeuta Ascoli Piceno e Teramo