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Comprendere gli adolescenti attraverso la loro iper-razionalità

Psicologo e Psicoterapeuta Ascoli Piceno e Teramo

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L'adolescenza è un periodo della vita straordinario ma allo stesso tempo di forte disorientamento. Da molti è considerata una fase d'immaturità che non bisogna far altro che aspettare che passi. Le ultime ricerche in questo campo hanno però rilevato che in realtà è la fase della vita con le maggiori risorse in termini di creatività e di coraggio dove la vita si "infiamma", in cui la maggior parte dei cambiamenti che avvengono non sono dovuti solo agli ormoni impazziti che fanno andare i ragazzi "fuori di testa" bensì, sono dovuti ai cambiamenti che si verificano in questa fase di sviluppo nella struttura e nel funzionamento del nostro cervello.

Nell'adolescenza c'è un'intensificazione dell'attività dei circuiti cerebrali che utilizzano la dopamina, un neurotrasmettitore che ha un ruolo fondamentale nel creare la spinta a cercare gratificazioni. Quest'aumento porta i ragazzi a essere particolarmente attratti da esperienze elettrizzanti capaci di dare sensazioni di euforia. La spinta a cercare gratificazione si manifesta in adolescenza in tre modi importanti tra cui l'iper-razionalità che è un modo di pensare in termini concreti, è un esaminare le cose "alla lettera": si analizzano soltanto i singoli dati di fatto di una situazione, senza considerarla nel suo complesso, perdendo di vista il contesto generale. Con un pensiero letterale di questo tipo, da adolescenti si da più importanza ai vantaggi calcolati di un comportamento che non ai suoi potenziali rischi. La ricerca scientifica ha evidenziato come durante l'adolescenza si è pienamente consapevoli dei rischi, e addirittura capaci di sovrastimare la possibilità di eventi negativi, il fatto è che si da più peso agli eccitanti benefici delle proprie azioni. Il pensiero iper-razionale, quindi, non comporta mancanza di considerazione o riflessione, come accade in casi d'impulsività, né una forma di dipendenza da un particolare tipo di comportamento o sostanza che si assume. Piuttosto, è un processo cognitivo derivante da un calcolo a livello cerebrale in cui si da molta più importanza al risultato positivo e meno alle possibili conseguenze negative. Con ciò s'intende dire che i centri di valutazione cerebrali minimizzano la portata di un esito negativo, mentre allo stesso tempo amplificano quella del risultato positivo. Quando gli adolescenti soppesano le diverse possibilità, l'ago della bilancia pende a favore dei risultati positivi, i "pro" pesano di gran lunga più dei contro, e alla fine si decide che il rischio vale la candela. La tendenza a tenere conto soprattutto degli aspetti postivi può essere inoltre particolarmente pronunciata quando i ragazzi sono insieme ai loro coetanei o credono che gli amici li osservino. L'adolescente si concentra sulle immagini gratificanti del brivido di eccitazione che l'eseguire tale azione può portare, sulla ricerca di sensazioni forti, minimizzando l'importanza delle potenziali conseguenze negative. Il significato emozionale delle azioni si intreccia con la capacità del ragazzo di pianificare, e il suo modo di pensare iper-razionale lo porta a dare maggiore peso ai vantaggi.

Ciò evidenzia come nell'adolescenza i comportamenti a rischio sono riconducibili in misura minore a squilibri ormonali e in misura maggiore ai cambiamenti che avvengono a livello cerebrale nel sistema di gratificazione della dopamina, cui si aggiunge un'architettura della corteccia cerebrale che favorisce decisioni iper-razionali in cui si è portati a tenere conto degli aspetti positivi di una situazione. Ecco come un diverso focus sui comportamenti può aiutare molti, soprattutto i genitori, ad avere una lettura diversa dei comportamenti degli adolescenti!

Dott.ssa Cristina Fratini

Psicologa Esperta dell'Età Evolutiva

Email: fratini.cristina@libero.it